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Itinerario botanico di Villa Le Corti

Itinerario botanico di Villa Le Corti

Valorizzazione storica e botanica dei Giardini di Villa Le Corti

Nel corso dei secoli, i giardini che circondano Villa Le Corti sono stati costantemente arricchiti e ampliati, per realizzare una Villa-Fattoria di grande fascino che raccoglie e racconta tutte le epoche, dall’inizio del Seicento fino alla fine del XX secolo.

Al centro del grande Prato che ricopre le Cantine sorge la Villa, fulcro di un lungo asse prospettico sul quale si incardinano tutti i giardini.

Il più recente restauro dei Giardini di Villa Le Corti, realizzato grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza finanziato dalla Comunità Europea per valorizzarne l’identità storico-culturale, paesaggistica e botanica, si è concluso nel 2024, rinnovando il Giardino all’Italiana, con l’introduzione di una nuova collezione di rose, riportando in luce i percorsi originari dei Giardini Romantici e rigenerando il Viale dei Cipressi, sfoltendo le piante cresciute spontaneamente negli ultimi decenni.
Contestualmente è stato recuperato anche l’antico Pomario, attraverso la piantagione di diverse varietà di alberi da frutto ed è stato dato all’Orto un nuovo disegno.
L’intervento ha visto la messa a dimora di migliaia di piante tra specie erbacee, bulbose, alberi e arbusti.

Fil rouge del progetto di valorizzazione dei Giardini è l’esaltazione degli aspetti sensoriali del giardino, in particolare dell’olfatto.

Dalla primavera 2025 i Giardini di Villa Le Corti sono aperti al pubblico e interamente visitabili, da marzo a ottobre.

Il Prato monumentale

Il tappeto verde che circonda la Villa è la parte più antica dei giardini. Un grande prato rustico, dove crescono insieme specie diverse quali anemoni (Anemone coronaria), crocus, veronica (Veronica persica), tarassaco (Taraxacum officinale) e le margheritine dei prati, sempre in fiore, come ci ricorda il loro nome botanico, Bellis perennis.

A sottolineare l’ingresso che guarda a meridione e la sua monumentalità campeggiano otto grandi cespugli di osmanto (Osmanthus fragrans), potati in forma obbligata, a sfera, i cui minuscoli fiorellini bianchi tubulosi, in primavera e in autunno, spandono un profumo dolcissimo che si avverte anche a grandi distanze che, una volta essiccati, possono aggiungere una dolce fragranza infusi nel tè.

(In foto: cespuglio di osmanto)

I Giardini Romantici di Don Tommaso e Donna Anna

Passeggiando intorno alla Villa, due ingressi settecenteschi in muratura introducono rispettivamente al Giardino di Don Tommaso e a quello di Donna Anna che, in stile paesaggistico romantico, ospitano specie prevalentemente mediterranee. I fitti gruppi di arbusti sono composti prevalentemente da esemplari antichi di corbezzolo (Arbutus unedo), che portano contemporaneamente fiori e frutti maturi, alloro (Laurus nobilis), lentaggine (Viburnum tinus): tre specie che sono tra le principali componenti della macchia mediterranea.

(In foto: corbezzolo)

Del corbezzolo si apprezzano soprattutto i frutti commestibili, mentre dell’alloro è assai noto il profumo delle foglie, ampiamente utilizzate in cucina e come antitarme naturale.
Per la lentaggine, il discorso è invece più complesso: i fiori, riuniti in infiorescenze piatte, appaiono dalla fine dell’autunno e sbocciano bianchi fino alla primavera, con un odore non molto intenso, che alcuni apprezzano e che altri trovano invece assolutamente poco gradevole.

Nel Giardino di Donna Anna si possono ammirare alcuni esemplari maestosi di pino domestico (Pinus pinea), il cosiddetto pino da pinoli, dalla caratteristica chioma ad ombrello che stagliandosi contro il cielo e la facciata della Villa, la inquadrano in una scenografia spettacolare.

Piante e cespugli di origine orientale

Con l’intervento di restauro nei Giardini Romantici è stata implementata anche la presenza di quei cespugli tanto amati alla fine dell’Ottocento per i loro fiori e il loro profumo: osmanti, filadelfi, lillà – il cui nome scientifico è Syringa vulgaris – e altri viburni introdotti all’epoca dall’Asia orientale, come Viburnum carlesii e Viburnum plicatum.

Sono anche presenti piante molto apprezzate in quegli anni come il calicanto (Chimonanthus praecox), la meno nota dafne (Daphne odora), o il clerodendro (Clerodendrum trichotomum) che fiorisce e profuma a primavera, anch’esse tutte specie di origine asiatica.

 

La fioritura delle bulbose

A primavera, migliaia di bulbi di tulipani e narcisi, colorano ampi tratti dei prati nei Giardini Romantici; insieme a questi fiori più conosciuti, sbocciano bulbose più rare come la camassia, dai fiori primaverili color blu cielo acceso, le amarine, un ibrido tra l’amarilli e la nerine, dalla bellissima fioritura autunnale rosa carico.

(In foto: amarine)

Le rose del Giardino all’Italiana

Nel Giardino all’Italiana di Villa Corti dominano le rose, in una collezione molto particolare che raccoglie varietà diverse, antiche e più recenti, con un unico comune denominatore: il grande profumo.

Per completare il roseto già esistente sono state aggiunte oltre 350 nuove piante nelle diverse varietà dei molti gruppi in cui si suddivide il genere Rosa: Bourbon, Damasco, Cinesi, , Portland, Floribunda, ma anche Ibridi perpetui di Rosa rugosa, un gruppo che appare alla fine del 1800 grazie all’incrocio tra una rosa Portland e un serie di incroci con Bourbon, Tè e Cinesi.

(Foto: rosa Gloria di Roma)

Rosa Quatre Saisons e Rosa à Parfum de l’Hay

La varietà ‘Quatre Saisons’, una delle più antiche di cui si ha notizia sin dal Seicento, profumatissima, era nota anche come Rosa damascena ‘Bifera’. È anche chiamata comunemente “rosa di ogni mese”, per la sua particolarità di rifiorire a lungo.

La ‘Rose à Parfum de l’Hay’, anch’essa profumatissima, è invece un ibrido di Rosa rugosa ottenuto dal botanico francese Jules Gravereaux nel 1901.

Rivolti verso meridione, guardando verso la vallata, la varietà ‘Quatre Saisons’ è nel primo compartimento di sinistra, nella aiuola più esterna, lungo il viale trasversale centrale. La ‘Rose à Parfum de l’Hay’ si trova invece sia lungo la aiuola perimetrale nell’angolo verso le scale che conducono all’orto, sia nel primo compartimento che si incontra a destra, lasciando la scala che scende dal Prato.

(In foto: rosa Quatre Saisons)

Il profumo inebriante del bosso in tutto il giardino

Nel Giardino all’Italiana i profumi sono molti, ma ce n’è uno in particolare che è molto intenso: il profumo del bosso. L’aroma che emana dal legno e dal fogliame del bosso, acre e caratteristico, non per tutti è gradevole, mentre altri lo amano molto. Nell’antichità questa sua caratteristica faceva sì che per le siepi si scegliessero altre piante, dal profumo speziato, come ad esempio il mirto o l’alloro.

(In foto: bosso)

Le varietà di fiori e alberi nel Giardino all’Italiana

Nelle aiuole, lungo i muri perimetrali, sono tante le piante che nel corso delle stagioni offrono le loro fragranze: chi per le foglie, come la lavanda o il rosmarino, chi per i fiori, come il glicine, i narcisi o le viole, e chi per entrambi, come i limoni.

Tra i tanti fiori di cui si colora il Giardino all’italiana nella bella stagione, non dobbiamo dimenticare i bellissimi emerocallidi, le peonie e i settembrini che fioriscono a fine estate nelle aiuole.

I quattro compartimenti bordati di bosso in cui è diviso il giardino non ospitano però solo rose: al centro crescono due diosperi (Diospyros kaki) o alberi di cachi, un melo da fiore (Malus spp.) e un ulivo (Olea europaea), mentre all’esterno, sul perimetro, un pero (Pyrus communis) e un melograno (Punica granatum).

(In foto: emerocallidi, melo da fiore e peonie)

Frutti e profumi del Pomario

Tradizione e innovazione si intrecciano nel Pomario di Villa Le Corti, un frutteto in cui è possibile incontrare antiche varietà toscane come la ciliegia ‘Bella di Arezzo’ o la pesca ‘Pieri 81’, ottenuta a Pistoia nel 1927, ma anche peschi, susini e ciliegi di varietà più recenti.

In primavera ed estate i profumi sono quelli dei frutti che crescono sull’albero, scaldati dal sole che li porta a maturazione: mele, pere, susine, albicocche, pesche e un nespolo comune, quello europeo (Mespilus germanica) – frequente sulle tavole italiane fino all’inizio del secolo scorso – la cui fioritura non ha alcun profumo.

(In foto: nespolo)

Alla scoperta dell’Orto: tra ortaggi e aromatiche

L’Orto di Villa Le Corti è ricco di ortaggi e fiori coltivati con le tecniche dell’Elettrocoltura, un’antica pratica di agricoltura energetica. Tutto intorno, prevalentemente addossati al muro di contenimento del Giardino all’Italiana, ci sono anche ampi cespugli di rosmarino e di lavanda.

Un’altra pianta tipica della campagna adiacente all’Orto di Villa Le Corti è il biancospino (Crataegus monogyna) del quale, come accade per tante altre piante selvatiche, è possibile mangiare fiori e frutti. In primavera, infatti, le foglioline sono ottime in accompagnamento alle insalate, così come i fiori bianchi sono perfetti per la preparazione dei dessert o più semplicemente da aggiungere come decorazione edibile. L’utilizzo più frequente è la marmellata che si può preparare con i suoi frutti ricchi di vitamine, ma anche tisane o infusi.

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